Cosa è e come funziona un e-commerce

Buongiorno amici, molti di voi vorrebbero avere un sistema che garantisca una entrata extra. Il mondo internet è pieno di offerte, sistemi e altro, ma non tutte sono buone, anzi la maggior parte sono truffe. Non è detto che se un pseudo guru vi dice che il suo sistema è in grado di garantire migliaia di euro. Come per gli e-commerce, in giro ci sono milioni di offerte che garantiscono 1.000, 2.000, 5.000 o addirittura 10.000 euro mensili semplicemente registrando un e-commerce. Non è così semplice, anzi è dannatamente difficile, ma andiamo con ordine. Per iniziare un e-commerce, bisogna dapprima sapere cosa è e come funziona, e fare i successivi passi, sempre uno alla volta.

Un e-commerce non è che un negozio abilitato al commercio elettronico, un sistema di vendita di prodotti e servizi attraverso la rete internet.

Ci sono tre tipi di e-commerce:

  1. Commercio elettronico fra Aziende;
  2. Commercio elettronico fra Aziende e consumatori;
  3. Commercio elettronico fra consumatori.

Punto 1:  e-commerce fra Aziende, prevale il B2B, business to business, cioè una attività in rete a supporto delle transazioni commerciali tra Aziende. Le caratteristiche di questo B2B si basano sul fatto che i rapporti commerciali coinvolgono un numero limitato di soggetti, i prodotti/servizi hanno un codice in comune, i valori delle transazioni sono mediamente alti. Per quanto riguarda le opportunità, le basi sono i bassi costi di acquisto e i tempi brevi di trasferimento materiale, migliore coordinamento logistico, migliorare i rapporti con i clienti e cercare di sviluppare nuovi business promuovendo la propria offerta. Grazie a queste tipologie, il business to business è quello che cresce di più nell’ambito della new economy.

Punto 2:  e-commerce fra aziende e consumatori, cioè B2C, business to consumer,  si tratta del commercio elettronico di prodotti/servizi direttamente al cliente consumatore. Qui l’azienda promuove il proprio prodotto e/o servizio tramite la rete come se fosse una vetrina virtuale, permette al consumatore di personalizzare il prodotto/servizio a proprio piacimento (colore, dimensioni, modello, caratteristiche, etc.). Le caratteristiche di questo B2C sono che i prodotti dell’azienda sono offerti a tutti i consumatori, hanno una propria classificazione, i costi delle transazioni sono molto contenuti, però richiede una attenzione maggiore in fatto di gestione dell’ordine e logistica. Per quanto riguarda i pagamenti sono sempre online, spesso usano Paypal, ma è presente anche il pagamento tramite carta di credito, bonifico e per ultimo il pagamento contrassegno ma è sconsigliato. Il commercio B2C è molto vantaggioso in quanto permette di risparmiare anche il tempo, senza dover recarsi direttamente alla sede dell’azienda. Si possono anche offrire servizi aggiuntivi non da poco, come l’aiuto nella scelta e uso del prodotto e consigli su come promuoverlo.

Punto 3: e-commerce fra consumatori, cioè C2C, consumer to consumer, è la forma più diffusa del commercio elettronico. Praticamente le caratteristiche sono simili al B2C, gli utenti si registrano al sito al fine di fornire le informazioni necessarie per garantire l’identità dei soggetti. Anche qui i valori delle transazioni sono contenuti, dipende dal consumatore.

La vendita dei prodotti e/o servizi, viene fatta tramite determinati luoghi virtuali, come i portali, negozi virtuali (e-commerce), centri commerciali elettronici e comunità virtuali (forum).

Se si vuole iniziare a fare e-commerce, bisogna dapprima capire in quale segmento si vuole entrare (elettronica, viaggi, abbigliamento, giocattoli, etc.). Il mercato degli acquisti online in Italia è sui 23,6 miliardi di euro, dove il 52% è incentrato sui prodotti, mentre il restante 48% è sui servizi. Bisogna ponderare bene il settore in cui si vuole entrare, altrimenti si rischia di entrare in un posto dove la concorrenza è tanta e soprattutto spietata. Il solo mercato dell’informatica ed elettronica comprende 4.000 milioni di euro in Italia. Quindi bisogna individuare bene la nicchia giusta e adatta al vostro scopo.

Poi c’è un punto molto importante da non sottovalutare: Attualmente la gente usa più il tablet e/o smartphone per comprare (70%) rispetto al pc e notebook (30%).

Quindi bisogna saper creare dei siti che siano smartphone friendly, cioè leggibili anche su dispositivi mobili. Attualmente ci sono moltissime piattaforme, che possono essere gestite dal principiante al più esperto. Parliamo di wordpress, Magento, openchart, prestashop e tanti altri. Ma di questo ne parliamo più avanti.